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“American Horror Story – Hotel”: quattro teorie sulla nuova stagione

      marzo 23, 2015     Senza categoria, Telefilm     

Nonostante per ora gli unici membri del cast di American Horror Story: Hotel confermati siano Lady Gaga, Wes Bentley, Matt Bomer e Cheyenne Jackson, questo non ha fermato la nascita di supposizioni e ipotesi relative alla storia che verrà raccontata nei nuovi episodi della serie antologica targata FX.

Online sono apparse molte idee, alcune più credibili rispetto alle altre, e il sito TVGuide ha ora riportato le quattro più interessanti:

1. Il “castello” di H.H. Holmes: nel 1893, durante la Chicago World’s Fair, Holmes aprì un hotel a poche miglia da distanza dall’evento, disegnato e costruito con lo scopo preciso di realizzare i suoi omicidi. L’edificio era caratterizzato da un labirinto composto da un centinaio di stanze prive di finestre, alcune dotate di tubature del gas che gli permettevano di asfissiare le sue vittime. Altre venivano uccise in una cassaforte isolata acusticamente che si trovava vicino al suo ufficio. Il Castello aveva inoltre delle scale che non conducevano da nessuna parte e porte che potevano essere aperte solo dall’esterno o si aprivano su muri di mattoni, e corridoi che rendevano impossibile orientarsi.
Quando è stato arrestato, Holmes ha confessato 27 omicidi ma probabilmente il numero dei morti raggiungeva, e forse superava, quota 200.
Le sue vittime erano prevalentemente donne che assumeva e obbligava a far cambiare testamento, mettendolo come unico beneficiario, oltre ad amanti o semplici clienti ignari.
I corpi venivano carbonizzati, scarnificati per essere venduti come scheletri alle università, disciolti in una piscina d’acido, o utilizzati per le sue dissezioni.

2. Il Giardino di Allah: è probabilmente la teoria più probabile, in base ai due riferimenti inseriti in Freak Show: Elsa ne parla durante la première e nella penultima puntata, Stanley spiega che suo cugino lavora in quell’albergo.
L’hotel è stato aperto a Los Angeles nel 1927, sulla Sunset Strip, ed è stato costruito dall’attrice Alla Nazimova. Tra i suoi ospiti ci sono stati F. Scott Fitzgerald, i fratelli Marx, Greta Garbo e Humphrey Bogart. L’edificio è stato fonte d’ispirazione per un film con protagonista l’attrice Marlene Dietrich, su cui è stato in parte costruito il personaggio di Elsa Mars.
L’albergo non è famoso per essere stato infestato da fantasmi o per eventi particolarmente drammatici, tuttavia se le puntate fossero ambientate nel presente, la storia potrebbe diventare a sfumature sovrannatuali.

3. L’Hotel del Coronado: è stato uno dei luoghi più frequentati dall’élite hollywoodiana, con ospiti come Franklin D. Roosvelt, Charlie Chaplin, Jimmy Stewart e Marilyn Monroe. Si sostiene inoltre che nell’albergo si trovasse il fantasma di Kate Morgan, che si era uccisa nel 1892 dopo aver atteso per cinque giorni l’arrivo di suo fratello, che avrebbe dovuto aiutarla a curare un cancro allo stomaco. La sua presenza avrebbe tormentato l’hotel da allora. Pochi giorni dopo l’attrice Isadore Rush era morta annegata nella spiaggia dell’albergo.

4. Il Crescent Hotel: l’edificio è stato costruito a Eureka Spring, Arkansas, nel 1886 per ospitare persone ricche e famose. Andò presto in rovina e venne riaperto nel 1908 come college per ragazze, ma anche questa attività non fu fortunata, così come le attività iniziate nel 1930, poi terminate nel 1934. Nel 1937, Norman G. Baker, inventore miliardario e conduttore radiofonico, lo ha trasformato in un ospedale e in una casa vacanza per applicare le sue cure, in realtà semplice acqua di fonte. Venne quindi arrestato per frode e il Crescent venne chiuso fino al 1946, quando ritornò a essere un hotel. Nel 1967 andò a fuoco e solo nel 1997 venne ricostruito e riaperto, anche se è tuttora considerato l’hotel più infestato dai fantasmi degli Stati Uniti con almeno otto spiriti, tra cui uno studente del college caduto dal tetto, un’infermiera, uno degli ospiti, un muratore irlandese, un gentleman di origine vittoriana, una persona morta di cancro, un bambino e lo stesso Baker.

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