Crea sito

15 cose che ci siamo sempre chiesti guardando “HEIDI”

      aprile 17, 2015     Cartoni, Curiosità/Intrattenimento, Senza categoria     

Il famoso cartone “HEIDI” che ha tenuti incollati alla tv bambini e grandi di molte generazioni, apparve per la prima volta in italia ben 40 anni fa. Il cartone è basato sull’omonimo romanzo scritto da Johanna Spyri.

In totale sono stati realizzati solo 52 episodi del cartone, ed è inutile dire che rivedendo queste puntate, alcune domande ci sorgono spontanee come:

Le capre saltavano. O meglio, saltavano troppo

 

Heidi aveva un’altalena sospesa in aria, o forse attaccata alle nuvole?

 

Heidi indossava sempre un vestito e una camicia nonostante vivesse sulle Alpi. Quelle rare volte che si copriva usava semplicemente un mantello. E spesso camminava anche scalza.

 

Nonostante ciò, non si ammalava mai. L’unica volta che è stata costretta a chiamare il medico si trovava a Francoforte con Clara.

 

Una bambina di 5 anni trascorreva le giornate intere ad occuparsi dei lavori di casa

 

Peter aveva una forza soprannaturale

 

La montagna non era pericolosa. Stranamente non c’erano rischi, dispersi o rami che cadevano.

 

Il latte di capra era buono. Non c’era bisogno di farlo bollire o pastorizzarlo.

 

Potevano sopravvivere mangiando ogni giorno soltanto pane, latte e formaggio

 

Clara poteva muoversi senza alcun tipo di problema con la sedia a rotelle sull’erba

 

E, la purezza delle montagna è capace anche di farla alzare dalla sedia a rotelle dopo anni. Hai bisogno di un medico? Respira l’aria della Alpi, passerà tutto

 

Potevano fare girotondi, girare e continuare a girare per ore senza mai avere la nausea

 

Una grande quantità di paglia, posizionata in modo strategico, può fungere perfettamente da letto

 

E, dopo aver dormito su di esso in una soffitta gelida, indossando solamente una camicia, Heidi si svegliava sempre sempre felice e contenta

 

E, effettivamente, le nuvole erano solide: se Heidi saliva su di esse, chiunque può riuscirci, no?

Commenta con Facebook!

commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*

error: