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I 10 luoghi più spaventosi del mondo

      gennaio 8, 2015     Curiosità/Intrattenimento, Senza categoria     

Vi sarà capitato sicuramente di pensare quale immaginario terribile coltivino nella loro mente i registi di film horror, che giocano molto sulle scenografie per rendere l’atmosfera delle scene clou terribilmente spaventosa. Ma a cosa potrebbero ispirarsi? Possibile che esistano davvero luoghi così agghiaccianti, da farci accapponare la pelle? In realtà, l’horror moderno declina molto verso lo splatter, sono proprio le scenografie a tenere col fiato sospeso il pubblico. E allora ecco qui i 15 luoghi più spaventosi del mondo.


ECCO QUI INVECE LA SECONDA PARTE DELL’ARTICOLO


L’antico cimitero ebraico di Praga

antico cimitero ebraico di praga

I vecchi cimiteri sono sempre molto inquietanti, ma quello ebraico, che si trova a Praga, li batte tutti. Risalente al 1478, il cimitero è stato per oltre 300 anni, a partire dal XV secolo, l’unico luogo dove agli ebrei della città era concesso di seppellire i loro morti. Durante l’occupazione tedesca, il cimitero fu risparmiato con lo scopo di rappresentare un popolo ormai estinto. Poiché il cimitero non può espandersi oltre i suoi stessi confini, si è rimediato al problema sovrapponendo le tombe, sulle quali non sono affisse foto, perché la religione ebraica lo vieta, solo simboli che rappresetano la professione svolta dal defunto (forbici per sarti, pinzette per medici, ecc). Le lapidi sono all’incirca 12.000, ma vi sono seppellite più di 100.000 persone.

Il cimitero è privo di illuminazione, il che crea un’aurea terribilmente spaventosa, tanto da renderlo uno dei 15 luoghi più terrificanti del mondo.

Le bare sospese di Sagada

bare nella roccia filippine

Sagada è una municipalità delle Filippine: i membri della tribù di Igorot hanno seguito per secoli un rituale funerario molto suggestivo: i loro defunti non venivano sepolti sotto terra o in loculi, com’è nella nostra tradizione, ma in bare sospese alle pareti delle grotte calcaree, che circondavano i centri abitati. Le bare più antiche risalgono a 500 anni fa.  Quando qualcuno moriva, lo si metteva in posizione fetale nelle bare sospese, lasciandolo lì per 5 anni, ossia il tempo necessario per far decomporre il corpo; le ossa, poi, venivano prelevate e portate a casa dei parenti del defunto, che organizzavano una sorta di festa in suo onore, festa che poteva durare dai 3 ai 5 giorni, trascorse i quali, le ossa venivano riposte nuovamente nella bara per altri 3/5 anni. Il rituale veniva ripetuto 3 volte: alla fine la famiglia poteva tenersi in casa le ossa del proprio caro, avvolte in panni tradizionali.

Isola delle bambole, Messico

isola delle bambole messico

A sud di Città del Messico, tra i canali di Xochimilco, è collocata la spaventosissima “Isola delle Bambole”, un luogo la cui storia è legata a quella di Don Julian Santana, che ne è diventato poi il custode. La leggenda moderna racconta che Don Julian ha trovato il corpo di una ragazza annegata misteriosamente nelle acque della zona e, poco più lontano, ha visto emergere una bambola, che molto probabilmente è appartenuta alla ragazza. Don Julian, in segno di rispetto, ha appeso la bambola su un albero, gesto che ha segnato per sempre la sua vita. L’ossessione per la morte di questa fanciulla ha occupato i pensieri dell’uomo, che per oltre 50 anni ha appeso bambole nel luogo dove è annegata. Gli amici di Santana sostengono che quell’episodio lo ha completamente trasformato: ha raccontato loro, infatti, che lo spirito della ragazza si era impossessato di ogni bambola, che in qualche modo le aveva regalato.

Nel 2001 Don Julian Santana è morto annegato nello stesso punto dove è stata ritrovata la ragazza. Chi è passato nell’Isola delle Bambole ha raccontato di averle viste muoversi: braccia che si allargano, occhi che si aprono e chiudono, bocca che emette lamenti spaventosi. Questo luogo è diventato presto un’attrazione turistica.

La foresta dei suicidi, Giappone

la foresta dei suicidi giappone

Non è raro trovare corpi appesi nella foresta Aokigahara, che si trova ai piedi del monte Fuji, in Giappone. La foresta si presenta come uno spaventoso labirinto, che non permette neppure al vento di penetrarvi, ecco perché è priva di fauna. Legata a questo luogo, l’antica tradizione dell’ubasute: praticamente i membri anziani delle famiglie venivano abbandonati nella foresta e lasciati al proprio destino, per loro stessa volontà in quanto non volevano essere di peso alla situazione esconomica. Già nella metà del XX, un numero indecifrato di business men si è addentrato nel labirintico luogo senza fare più ritorno. Nel 1960 lo scrittore Seicho Matsumoto ha pubblicato il romanzo “Black Sea of Trees” (“Il mare nero d’alberi”), che racconta la storia di due amanti suicidi proprio nell’Aokigahara. Da allora è diventato il luogo preferito di tutti gli aspiranti suicidi del Giappone. Chi si addentra nella foresta, non solo può imbattersi in un cadavere appeso all’albero, ma anche in feticci e bambole voodoo, sulle quali sono incise maledizioni contro la società moderna.Molti credono che i corpi dei suicidi, essendo morti in solitudine e senza degna sepoltura, di notte si risvegliano vagando senza meta alla ricerca di compagnia.

 

La collina delle croci, Lituania

la collina delle croci in lituania

Sulla collina di Jurgaičiai, 12 km a nord di Šiauliai, in Lituania, è stata edificata una cattedrale a cielo aperto, visitata, nel settembre del ’93, da Papa Giovanni Paolo II, che ha definito questo un luogo di speranza, pace e amore. Eppure l’impatto visivo, che ha sul turista, è terribilmente spaventoso: più di quattrocento mila croci, piantate dai pellegrini secondo una tradizione popolare che è iniziata agli inizi dell’800. Le prime croci, infatti, vennero collocate per commemorare le vittime degli scontri del 1831 e del 1863 tra la popolazione lituana, che lottava contro le oppressioni del regime zarista, e le autorità russe. Nel 1900 c’erano soltanto 130 croci sulla collina. Nel 1990 se ne contavano 50.000 e nel 2000 arrivavano addirittura a 100.000!

 

Catacombe dei cappuccini, Palermo

catacombe di palermoIl Convento dei Cappuccini, a Palermo, si trova nel quartiere Cuba. Al di sotto di esso le spaventosissime catacombe, che contengono circa 8000 corpi mummificati, il primo dei quali risale al 1599: trattasi di Frate Silvestro, il suo corpo è il prima sulla sinistra, subito dopo l’ingresso.

catacombe dei cappuccini palermo

Tra le salme è famosa quella di Rosalia Lombardo, una bambina di due anni morta di polmonite  il 6 dicembre 1920. Rosalia è stata una delle ultime persone a essere ammesse alla sepoltura nel convento. Fu il padre della bimba a volere l’imbalsamazione, che fu curata dal professor Alfredo Salafia, lo stesso che imbalsamò Francesco Crispi. Nel 2009 è stato scoperto che fu utilizzata “una miscela composta da formalina, per uccidere i batteri, alcool, che unito alle condizioni micro-climatiche del luogo avrebbe contribuito alla mummificazione, glicerina, per impedire l’eccessivo inaridimento, acido salicilico, che avrebbe impedito la crescita dei funghi, e sali di zinco, che conferiscono rigidità“.

 Rosalia è stata definita la “Bella Addormenta”, perché effettivamente sembra una bambina che dorme…con un fiocco tra i capelli.
 

Ospedale Militare di Cambridge, Inghilterra

ospedale militare di Cambridge

L’Ospedale Militare di Cambridge (prende il suo nome dal principe Giorgio, Duca di Cambridge), è stato costruito dai Signori Martin Pozzi e Co. di Aldershot e poi inaugurato il 18 luglio 1879 a Stanhope Linee. Questa struttura è famosa per essere stata la prima a ricevere le vittime direttamente dal Fronte Occidentale durante la prima guerra mondiale. Ma non solo: nel Cambridge Hospital è stato eseguito il primo intervento di chirurgia plastica nell’Impero Britannico. Dopo la seconda guerra mondiale, con il declino degli impegni militari inglesi, i civili sono stati ricoverati in altre strutture ospedaliere. Dotata di sale operatorie al tempo attrezzatissime, la struttura è stata chiusa il 2 febbraio 1996 perché sono state scoperte tracce di amianto nelle pareti: sarebbe stato molto costoso ristrutturare un edificio così vecchio, quindi è stato deciso di abbandonarlo a sé stesso per molti, molti anni….
A rendere spaventoso questo luogo, la storia della “Signora Grigia”: secondo una leggenda, che è circolata tra i reparti dell’ospedale, durante la prima guerra mondiale, in questa struttura, ha prestato servizio un’infermiera membro del Queen Alexandra’s Royal Army Nursing Corps (QARANC); alcuni dicono fosse una suora. Si dice si sia suicidata, gettandosi dal primo piano dell’Ospedale, dopo aver causato la morte di un soldato, al quale avrebbe somministrato un sovradosaggio di farmaci. Secondo alcune testimonianze, il fantasma della “Signora Grigia” ha continuato, per anni, a tormentare addetti ai lavori e ricoverati del piano superiore tra i reparti 10 e 14. Molti infermieri e vari assistenti della struttura erano soliti scendere le scale e camminare tra i reparti 1 e 7, per evitare quel tratto di corridoio durante la notte!

 

Il Manicomio dei bambini, Italia

 

giostra aguscello

Aguscello è una piccola frazione del comune di Ferrara, che è diventata famosa per essere, a quanto dicono, uno dei luoghi più infestati in Italia. Quivi si trova l’ex manicomio infantile, raggiungibile a circa mezz’ora di strada  dal centro di Aguscello. I primi documenti, che attestano l’esistenza di tale struttura, risalgono al 1870, anno in cui i fratelli Pareschi ne acquistarono il lotto ad un’asta pubblica, il 1° aprile dello stesso anno. Nel 1940 Amelia Guerra, moglie dell’ultimo proprietario, il dottor Giovanni Bernardi, ha deciso di vendere questa struttura, che lei intanto ha trasformato in ospedale per malati di tubercolosi,  alla Croce Rossa italiana; l’associazione, a sua volta, ha realizzato un’ospedale psichiatrico per bambini di età inferiore ai 13 anni, che ha funzionato per 30 anni, fino cioè al suo improvviso abbandono nel 1970.

Ciò che è accaduto nei 30 anni di attività del manicomio, o del “pedagogico” come vengono definiti dai cittadini di Ferrara, è davvero agghiacciante: l’edificio sembra sia stato gestito da suore, che, dicono, torturavano i bambini senza pietà; chi ha abitato quella zona del ferrarese, parla di torture fisiche e mentali molto pesanti. I supplizi, vissuti dai piccoli, sono raccontati dai pochi oggetti abbandonati nella villa e sopravvissuti alla storia: le sedie, i lettini, i resti di vecchie apparecchiature, tra cui una macchina per l’elettroshock, quest’ultima rinvenuta fra le campagne vicine. Ma il mistero più grande riguarda l’ultimo giorno di attività della struttura: non si è ben capito come siano scomparsi i bambini nel manicomio…

Su un muro c’è scritto che, chiunque faccia girare la giostrina, non riuscirà più a fermarla poiché le anime dei bambini giocheranno in eterno.

Castello di Leap, Irlanda

castello leap irlanda
Nel cuore dell’Irlanda si trova Roscrea (nella contea di Offaly)una delle più antiche città di tutta l’isola, dove è possibile visitare anche il Leap Castle, antica fortezza costruita tra il XIV e il XV. La roccaforte, eretta come luogo di avvistamento e controllo sulla via del passaggio che va da Slieve Bloom alla regione del Munster, è un luogo denso di storia: occupata dagli O’Carrol (antico clan irlandese), è stata, per secoli, una sorta di base militare, che nessuno è mai riuscito a distruggere.

Il luogo più angosciante di questo castello irlandese è sicuramente l’oubliette: è un luogo orribile, dove i prigionieri venivano gettati,  senza pietà, attraverso un apertura nel pavimento del piano superiore e lasciati precipitare nel vuoto: chi infilzato su un grosso chiodo, che si trovava a circa 200mt sotto, chi lasciato morire di stenti in mezzo ai cadaveri dei propri compagni. Alla fine dell’800 alcuni operai, impegnati a ripulire le prigioni, trovarono moltissimi scheletri, impilati uno sull’altro: ci vollero tre carri per portarli via tutti! Tra gli oggetti rinvenuti, un orologio da tasca del 1840, che fa pensare all’utilizzo dell’oubliette almeno fino al XIX secolo. Sono state scoperte rete di prigioni sotto l’edificio, scavate nella roccia, come anche moltissimi passaggi segreti che conducevano a stanze nascoste, nelle quali recuperati i corpi di uomini murati vivi.

oubliette

Chiesa di San Giorgio, Repubblica Ceca

chiesa di san giorgio
La chiesa di San Giorgio, nella regione di Pilsen nella Repubblica Ceca, è stata costruita nel 1352. Nel 1796 è stata distrutta da un terribile incendio, che ha salvato solo parte del presbiterio e della sacrestia. Nel 1800 fu ricostruita in stile gotico: l’ultimo restauro è stato realizzato nel 1858. La chiesa, anche se dal 1958 è protetta come monumento culturale della Repubblica Ceca, è in rovina: nel 1968 il tetto è crollato durante un servizio funebre e da allora, è stata abbandonata perché gli abitanti del posto hanno interpretato il fatto come un presagio, così si è preferito svolgere le prediche e le masse all’esterno dell’edificio religioso. Ma dopo quattro decenni, nel 2012, l’artista locale Jakub Hadrava ha deciso di realizzare alcune statue in gesso, paurosamente illuminate, per attrarre visitatori e investimenti, grazie ai quali garantire la sopravvivenza della chiesa. I lavori di ristrutturazione sono ormai avviati e i funzionari comunali sono molto fiduciosi sul futuro della Chiesa, che pare essere ormai al sicuro.

 


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